• CHI E’ LO PSICOLOGO CLINICO

Lo Psicologo clinico è un laureato magistrale, che abbia realizzato un tirocinio professionale della durata di 1000 ore in strutture pubbliche o private, abilitato dall’Esame di stato all’esercizio della professione, iscritto all’Albo degli psicologi nella sezione A e capace di operare in completa autonomia professionale. Tali caratteristiche regolamentate dal Codice deontologico degli Psicologi, sono fondamentali per garantire interventi efficaci e utili al paziente, e soprattutto non dannosi.

L’ordine nazionale degli Psicologi ha sistematizzato le varie aree professionali della Psicologia nel 2014, descrivendo la Psicologia clinica nel modo che segue:

“La Psicologia clinica costituisce uno dei diffusi ambiti di ricerca e intervento professionale della psicologia il cui dominio di applicazione concerne i problemi di adattamento, i disturbi di comportamento, gli stati e condizioni di malessere e sofferenza allo scopo di valutarli e prendersene cura con mezzi psicologici per facilitare e sostenere il benessere e lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale delle persone.”

In base a tale definizione, la Psicologia clinica si pone il principale obiettivo di garantire il benessere e lo sviluppo di tutte quelle persone che, pur non avendo un disturbo psicopatologico strutturato, vivono una situazione di disagio o di malessere soggettivo che non riescono a superare da soli. La Psicologia clinica, inoltre, cerca di raggiungere tale obiettivo realizzando interventi non solo di consulenza e sostegno quando il disagio è presente, ma anche di prevenzione (primaria e secondaria) del disagio personale, di identificazione e diagnosi precoce dei rischi psicopatologici e di riconoscimenti dei fattori cognitivi, affettivo-emotivi, psicosociali, comportamentali, di personalità, sociali e culturali che sono all’origine dei disturbi o mantengono la condizione di disagio.

 

Tra le attività professionali caratteristiche dello Psicologo clinico ci sono:

  1. Diagnosi delle caratteristiche di personalità e assessment delle caratteristiche personali, delle risorse psicosociali, dei bisogni e delle aspettative nelle diverse fasi d’età, mediante strumenti quantitativi (inventari, test) e qualitativi (osservazione diretta in situazione, colloqui clinici, intervista narrativa, ecc.).
  2. Valutazione del grado di adattamento di un individuo al gruppo o alle comunità di cui fa parte, analisi delle eventuali dinamiche conflittuali interpersonali (di coppia, genitoriali, ecc.) e consulenza per la negoziazione e mediazione di tali conflitti.
  3. Valutazione delle caratteristiche genitoriali per l’idoneità all’adozione e affidamento.
  4. Valutazione del grado di imputabilità/responsabilità individuale (interdizioni, inabilitazioni, incapacità testamentaria, ecc.).
  5. Assessment delle situazione di maltrattamento e abuso dei minori e proposte di intervento.
  6. Valutazione dell’entità dell’handicap e delle capacità residue dal punto di vista neuropsicologico, psicologico e psicosociale.
  7. Realizzazione di piani di trattamento calibrati sulla domanda dell’utente (frequenza, intensità durata), monitoraggio della loro attuazione ed eventuale correzione o integrazione.
  8. Interventi di psicoterapia, di riabilitazione comportamentale, di rieducazione funzionale e integrazione sociale volti a ripristinare il benessere bio-psico-sociale dell’individuo nelle diverse fasi del suo ciclo di vita (bambini, adolescenti, adulti, anziani), anche nel contesto della famiglia, dei gruppi sociali e delle comunità.
  9. Progettazione e realizzazione di interventi diretti a sostenere la relazione genitore-figlio, a ridurre il carico familiare, a sviluppare reti di sostegno e di aiuto con particolare riguardo alle differenti situazioni di disabilità e disagio.
  10. Counselling individuale e di gruppo relativo a problemi emozionali, di progettazione di obiettivi e piani di azione, di decisione su alternative scolastico-professionali, di gestione di difficoltà relazionali con i familiari, di comportamenti a rischio e di uso di sostanze psicoattive, ecc.
  11. Interventi di sostegno e counselling per minori che hanno vissuto esperienze traumatiche per facilitare una rapida ripresa delle routines e abitudini quotidiane (scuola, gioco e tempo libero, ecc.).
  12. Counselling individuale e di gruppo per facilitare la gestione efficace di situazioni stressanti, per prevenire effetti avversi a lungo termine e per un migliore adattamento e qualità di vita.
  13. Counselling individuale e di gruppo per la correzione di condotte insalubri e per accrescere la compliance ai trattamenti terapeutici, soprattutto in presenza di malattie croniche.
  14. Counselling e sostegno psicologico ai pazienti ospedalizzati, ai loro famigliari ed agli operatori di tali strutture, con specifico riguardo ai percorsi diagnostico-terapeutici per pazienti in particolari condizioni critiche acute e croniche.
  15. q) Attività di empowerment degli utenti portatori di peculiari situazioni di fragilità, vulnerabilità o cronicità e per una migliore autogestione post-ricovero ospedaliero.
  16. Progettazione, realizzazione e valutazione di strumenti, interventi e programmi per la prevenzione e promozione della salute, per la modifica dei comportamenti a rischio, con specifico riguardo ai contesti educativi, familiari, di comunità residenziali, associativi e lavorativi.
  17. Consulenza nella progettazione di strutture per disabili e per l’accessibilità ai disabili di tutte le strutture di uso comune.

 

QUANDO RIVOLGERSI ALLO PSICOLOGO

Chiedere aiuto ad uno Psicologo significa prendersi cura di se stessi in maniera completa e consapevole, riuscendo a guardare alla propria persona nella sua totalità: come corpo e come mente. Non ci si rivolge allo Psicologo, dunque, solo quando si ha un disturbo psicopatologico, ma anche quando gli eventi di vita ci pongono di fronte a difficoltà che, se non affrontate in maniera ottimale, possono portare a situazioni più gravi. Visto in questo modo, l’Intervento dello Psicologo si pone in un’ottica preventiva e di sostegno, utilizzando come strumento principale le risorse che la persona ha, ma che a causa dell’evento di vita, non riesce a utilizzare nel modo migliore.

  • Riassumendo, è possibile rivolgersi allo Psicologo ogniqualvolta si avverte il bisogno dell’aiuto di un esperto, ad esempio:

    – per affrontare una crisi temporanea, aiutando la persona a riappropriarsi di quelle capacità decisionali che in situazioni difficili possono venir meno;

    – per favorire una crescita interiore personale, attraverso un processo di conoscenza di sé, dei propri punti di forza e delle proprie potenzialità;

    – per imparare a gestire ansia e malessere generalizzato, stati d’animo negativi;

    – per ritrovare un equilibrio psichico in occasione di tappe importanti della vita, come sposarsi, cambiare casa, avere un figlio, separarsi, laurearsi o cambiare lavoro;

    – per fornire un aiuto specialistico a bambini e adolescenti che affrontano specifiche problematiche di sviluppo.